"Era
un pomeriggio di una domenica di Febbraio...ma non di un giorno
come tanti...
Era un giorno speciale nel quale avrei visto e
vissuto quella “magia” di una festa che è vita, cultura e
tradizione.
Non solo uno spettacolo creato appositamente per il
divertimento, ma anche un momento di rappresentazione
artistica…durante il quale
avrei
visto sfilare per le vie e per i borghi maschere di varie fogge
e colori, persone di ogni età, in un corteo lunghissimo,
infinito…Ecco provenire da quelle “strettoie” i carri dei quattro
cantieri, testimonianza di una eccezionale esperienza umana e
collettiva, e di un amore profondo…e come figli prediletti,
sbucare da quelle curve impossibili, quei vicoli, che soltanto i
babbi, i nonni, avevano osato provare a dominare in passato...un passato che sembra così lontano... lontano anni luce da
quello che è il
mondo odierno, costellato di struggente
elettronica, di esasperato individualismo, di tanti colori
spesso mal disposti, inadeguati rispetto a quel concetto di
Carnevale al quale si
è abituati, tutt’oggi, a Foiano, ove il passato si respira
ancora e si tramanda tra le giovani generazioni foianesi, che
raccolgono la fiaccola di questa tradizione, con lo stesso
spirito carnevalesco, col suo potere coinvolgente, e con una
stupefacente inventiva e crescita estetica e organizzativa
capace di far rimanere a bocca aperta chiunque…
Carnevale, che
con eleganza, raffinatezza e ben assortite sfumature,
magicamente con il suo passaggio, si trasforma insieme
ai suoi colori e alle sue maschere in un sussulto di voci,
musiche e canti...in un’esperienza indimenticabile…Così, al ritmo cadenzato della banda che apre la sfilata dei
carri, il miracolo si compie: spazio e tempo si annullano
nell’attimo fuggente in cui lo spettatore si trasforma in
protagonista e lo
spettacolo diventa straordinario. Forse, per
un attimo, il nascere, il vivere e il morire appariranno come un
sogno,
mentre
la vera realtà sarà
la fantasia colorata, vivace
e
prorompente dei carri allegorici e delle maschere,
con al centro
il re del
Carnevale che muore e risorge
ogni anno per far
continuare
la festa, così come continua la vita.
Il fuoco divora
il colossale
“Giocondo”, ed una pallida luce
lunare prende
lentamente il posto delle fiaccolate che muoiono, degno epilogo
di una gioia effimera, che sfuma rapida nel tempo. E’ questo un
pò l’ultimo atto di una manifestazione tradizionalmente
definita carnevalesca, ma che a Foiano è molto di
più.